lunedì 15 gennaio 2018

Come siamo tornati indietro: la realtà dietro una statistica sul reddito




L'editoriale di Aldo Tagliaferro del 4 Gennaio scorso elenca efficacemente ed impietosamente i problemi strutturali del nostro Paese che, pur in un contesto internazionale di ripresa, ci inchiodano all’ultimo posto nelle performance di crescita. Debito pubblico esorbitante, burocrazia inefficiente, incapacità di cogliere le opportunità del QE. Un dato, fra quelli esposti, mi colpisce: un reddito pro-capite inferiore al livello del 2007

Undici anni fa. Riavvolgo il nastro. Per la verità, allora non mi sentivo “in ripresa”, eppure la grande crisi non era ancora scoppiata. Oggettivamente, avevo un po’ più di soldi da spendere: mi ero appena sposato ed ero ancora senza figli. A ripensarci, le prospettive di allora, pur insufficienti, erano migliori di quelle attuali. Ad esempio, mi permisi un viaggio a Stoccolma in hotel a 4 stelle. Mai avuto un contratto a tempo indeterminato: tuttavia, allora progettavo il futuro con relativo ottimismo. Per lavoro, aiutavo le persone ad avviare la loro impresa. Non necessariamente una “startup innovativa”. Era ancora possibile ottenere incentivi per aprire un centro estetico. Adesso, per ottenerli, bisogna almeno sapere di nanoparticelle o realtà aumentata! L’insensatezza burocratica era uguale: direi, per la verità, che i servizi pubblici sono addirittura peggiorati. Le Poste non fanno più le Poste. I treni regionali sono gli stessi di allora (ma invecchiati di 10 anni), come i loro ritardi. Si è investito sulle Frecce, che coprono bisogni tutto sommato marginali della popolazione: in un Paese civile è invece indispensabile che siano efficienti i servizi per i pendolari. 

Ricordo una trasferta a Trento, in quel 2007, per il Festival dell’Economia. Parlava anche Prodi, allora premier agli sgoccioli. Di fronte alla protesta di un gruppo di attivisti NIMBY fuori contesto, lui lasciò che salissero sul palco e li ascoltò. Poi, però, tirò diritto con la sua relazione, come se niente fosse. Non ricordo con precisione lo specifico tema NIMBY (l’aeroporto militare USA di Aviano?), ma ricordo che apprezzai la caparbietà di Prodi nel voler “stare sul pezzo”, senza lisciare il pelo a proteste magari giuste ma intempestive. Tirare dritto non vuol dire non ascoltare. 

Credo che negli ultimi 10 anni sia mancata proprio la capacità di ascoltare davvero. E quindi di decidere davvero per il bene di tutti.  

Alberto Cardino